L’attraversamento da maggio a giugno, quest’anno, stimola alcune riflessioni.
L’ultima festa del mese mariano, la Visitazione ad Elisabetta della Vergine Madre, è separata -quest’anno- dalla celebrazione domenicale del Corpus Domini da un sabato, giorno mariano per eccellenza.
Valorizzando la Tradizione liturgica, addirittura, i due giorni mariani (il 31 maggio e il sabato odierno), restano -abbastanza sconcertantemente- ‘incastrati’ fra il giovedì del Corpus Domini e la sua domenica…
Il fatto è che la festa della Visitazione è, nella sua essenzialità, anche la …festa del Corpo del Cristo, portato quasi processionalmente da Maria nella sua visita alla cugina: l’incontro, infatti, non è solo fra le due future puerpere, ma fra i rispettivi Figli, come evidenziato dal sussulto del Battista nel grembo di Elisabetta.
Il Signore, il verbo già incarnato, è portato come un dono, perchè ai doni di addice la festa che le due donne celebrano, di cui è segno il Magnificat.
Il Dono dei doni è condotto per la prima volta dopo l’Annunciazione in un contesto in cui trionfa la vita, oltre la sterilità.
Il Dono dei doni è il Perdono fattosi uomo, fattosi relazione tangibile e corporea, di fibre vibranti e risonanti.
L’imprinting della Visitazione si riversa nella storia delle apparizioni mariane: niente, insomma, in queste che non abbia il sapore evangelico autentico.
Come sempre, ogni cosa che riguardi la Visitatrice.
P.S. La domenica a cui è slittato per … esigenze civili e laiche il Corpus Domini è quella del 2 giugno, Festa della cosiddetta Repubblica Italiana.
Non l’unico intreccio di questo inizio di giugno con… avvenimenti ‘istituzionali’ del secolo: sabato 8 e domenica 9, giorno del voto europeo, saranno rispettivamente e liturgicamente il Cuore Immacolato di Maria e la domenica dopo il Sacro Cuore, che sarà il venerdì 7 giugno, anche lì ad ‘incastro’…


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