la conoscenza che divide

Nella Genesi, l’albero il cui frutto i Progenitori non avrebbero dovuto mangiare non era, semplicemente, l’albero ‘della (mera, e quindi anche piena) conoscenza’, ma l’albero ‘della conoscenza del bene e del male’.

E, in effetti, la Prima Coppia ‘conobbe’ anche il male, l’assenza del bene, la privazione dell’essere che si potrebbe simboleggiare con la nudità, immagine della morte.

Ma l’associarsi, alla ‘conoscenza’ del ‘bene’ e del ‘male’, cioè del contenuto e del vuoto; della presenza e della privazione; l’associarsi -insomma- alla ‘conoscenza’ della sua ineludibile incompletezza è reso bene, appunto, dal fatto che quell’albero portava con sè la consaprevolezza del bene e del male, della presenza dell’essere e della sua assenza.

Non è tutto.

La conoscenza -in quanto mai piena, totale, di tutto l’essere (che si compiva nell’Eden solo con Sua compagnia, con la compagnia dell’Essere)- introduceva la prima biforcazione, la prima scissione, il primo dualismo, la prima partizione: la conoscenza non è nè sarà mai piena e, quindi, fin tanto che sarà così, DIVIDERA’ coloro i quali la possiedono.

E tanto più profonda -e, come scritto magnificamente qui sotto, quanto più specialistica- dividerà ancora di più.

Abissalmente.

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