‘come in cielo, cosi’ in terra’

Lo straordinario affresco della storia umana fornito da Eric Voegelin in ‘Ordine e Storia’ (vista a partire da quel particolare movimento degli spiriti che li spinge verso l’Essere) potrebbe essere LA lettura per il giorno dell’Epifania.

A partire dal primo volume, che descrive all’inizio le impostazioni cosmogoniche dell’ordine nei popoli dell’antichità, da quelle babilonesi ed achemenidi a quelle egizie, con l’estrapolazione -davvero impressionante- dei loro simboli.

L’ordinamento delle città dell’uomo, in estrema sintesi, è la proiezione dell’ordine degli astri; in un movimento che, a un certo punto, diventa circolare: l’ordine della terra si proietta su quello del cielo e finisce per spiegarlo meglio.

Sempre -sia chiaro- partendo dal presupposto che quegli antichi cercavano, in quell’ordine, gli echi e gli appigli dell’Essere.

E il racconto del viaggio dei Magi (‘racconto’ o, meglio, come dal post qui sotto, ‘resoconto’) esprime plasticamente questa ricerca, questo anelito, questo movimento-nostalgia dell’Essere, della sua pienezza: perchè gli astri sono stati (e sono) importanti, ma non bastano più…

Nel frattempo, infatti, è emerso Israele, un popolo che sfugge (e la fuga-esodo è un simbolo anch’esso) dalla finestra cosmogonica, compiendo un approdo più completo all’Essere, anche grazie alla Sua progressiva autorivelazione.

L’ordine dell’essere di Israele è la storia e, quindi, l’Antico Testamento: perchè questa è il racconto di come l’Essere (Dio) si è rivelato.

Nel racconto dei Magi i due ‘fiumi’ con cui -plasticamente- potremmo rappresentare i due approcci -cosmogonia e storia- all’Essere s’incontrano e si sovrappongono: la convergenza cosmica rappresentata dalla cosiddetta cometa va a unirsi con la c.d. ‘pienezza del tempo’, con il compimento pieno della storia veterotestametaria: nel giorno in cui il Messia inizia ad autorivelarsi appieno.

Il definitivo salto nella consapevolezza umana dell’Essere sta per avvenire: la Buona Notizia sta per essere diffusa.

Nel frattempo, la ragione umana viene altrove preparata e predisposta ad approfondire e comprenderne la portata: nell’Ellade.

Nella preghiera da rivolgere al Padre, che lo stesso Cristo insegna ai suoi discepoli, e che diventerà un canto sempre più montante nei secoli a venire, questo senso della vicenda umana (e, in buona parte, ciò che abbiamo cercato, con povere parole, di descrivere) è così cristallizzato:

‘Sia fatta la Tua volontà, come in cielo, così in terra’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *