l’ultimo sigillo

«nel crudo sasso intra Tevero e Arno/ da Cristo prese l’ultimo sigillo,/ che le sue membra due anni portarno»
(Paradiso XI, 106-108)

Stavo pensando, caro Francesco (il Santo), a come ti tratterebbe la Chiesa di oggi (e dico oggi, oggi, 4 ottobre 2023), vedendoti così ‘stigmatato’.

Non la Chiesa del tuo tempo, che ti canonizzò -come diciamo noi siculi, a ‘tappu di scupetta’- poco meno di due anni dopo la morte, il 16 luglio del 1228, e della quale fosti il figlio più legittimo.

Quella Chiesa ti ricoprì di onori e difese con le unghie ed i denti quell’evento senza pari: come scrive Francesco Patruno, con ben nove bolle pontificie (di tre distinti Papi, Gregorio IX, Alessandro IV e Niccolò III), tra il 1237 ed il 1291.

Quella Chiesa, nel 1304, con Benedetto XI, istituì come festa nel Martirologio Ecclesiastico l’Impressione delle Stimmate, il 17 settembre: festa che, oggi, passano tutti sotto silenzio, chè -diciamo- un po’ urta col senso odierno della Chiesa d’oggi…

E, quindi, come ti trattebbe?

Forse farebbe oltre 21 inchieste canoniche, affidandole al Sant’Uffizio, con la collaborazione di qualche scienziato, pronto a versare acidi o unguenti (ma solo sulle stimmate, sia chiaro, non su quello che pensano ancora oggi che tu abbia fatto o detto).

Forse metterebbe in dubbio il tuo racconto sulla presenza, sulle mani e i piedi di veri chiodi.

Forse attribuirebbero a ‘suggestione’ la tua visione di un śĕrāfīn: dell’essere più ‘ardente’, pochè il più vicino, fra le schiere celesti, al Trono dell’Onnipotente. Attribuirebbero ad un tuo ‘traveggolare’, quello strano modo in cui le sei ali di quell’essere si posizionarono, su una croce, facendo partire fasci di luce che, appunto, t’inflissero veri chiodi ed una vera lancia sul costato.

Sono certo che questo farebbero, se ti vedessero oggi così conciato.

Pazienza per il mito, per i raccontini edificanti, per gli arcobaleni, per le auto elettriche: ti avrebbero ‘schifiato’, cercandone un altro, meno urtante, meno odorante di quel soprannaturale che, diciamolo, è così scomodo per il ritorno dei giorni nostri sul trono di Madre Natura.

E chissà, Francesco mio, cosa ne avresti pensato tu…

Ma anche per questo, meglio non approfondire.

A cominciare da me, sia chiaro.

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