Vi giuro, non volevo occuparmene, ben conscio che l’operazione Bellocchio-Mortara non vada contrastata -e quindi pubblicizzata- essendo l’emergenza spaventosa nella Chiesa, e non da oggi, quella dalle fede.
I cattolici, semplicemente, non credono più in alcuna dimensione soprannaturale a partire da quella fondativa del battesimo.
Ecco -così- che dilaga un po’ tutto: presunti veggenti e antipapi, al netto di un gravissimo appiattimento sulla morale che, però, staccata dalla prospettiva soprannaturale, vaga errabonda, in balia dei più svariati sentimentalismi.
Ed è sul piano dei sentimentalismi, dei buonismi, di quell’inesorabile atteggiamento che ci porta ad apparire o solo a sentirci più buoni degli altri, migliori insomma (a maggior ragione se, di nascosto, cosette e pensieri nefandi non ci mancherebbero) è su questo piano che batte la guerra per il controllo dell’immaginario, uno dei filoni dell’egemonia.
E, ovviamente, un film è molto più efficace di un libro, anche se quel libro è autobiografico.
Ecco quindi fioccare -a proposito di Edgardo Mortara- il ‘bambino plagiato’, il ‘prete indottrinato’, contro i quali non potrà mai valere alcuna realtà nè alcun racconto dell’interessato.
Parafrasando il Vangelo, capita un po’ come spiegava il povero Lazzaro al ricco Epulone: neanche rimandando ai vivi il padre Abramo, i parenti di Epulone si potrebbero convertire…
Mancano le basi. E quando mancano le basi, l’edificio rimane in balia di ogni refolo di vento.
Eppure, il piccolo Edgardo -senza quel battesimo- forse sarebbe morto: come il fratellino più piccolo, che la domestica cattolica dei Mortara, per paura e subito dopo, non volle a sua volta battezzare in articulo mortis.
Senza quella morte, probabilmente, Anna Morisi non si sarebbe determinata a parlare al suo confessore del suo precedente gesto, un battesimo illecito ma valido: come non credere -con una simile, terribile riprova- alla potenza guaritrice di quell’acqua somministrata a Edgardo, ormai spacciato?
E dovette ‘crederci’ pure Papa Mastai Ferretti; dovette impressionarsi così tanto al sentirne parlare da non pretermettere ogni considerazione ‘da capo di Stato’, ‘secolare’, di ‘real politik’ alla cura educativa di quel bambino.
Perchè, altrimenti, prendersi quello che era -almeno all’inizio- un fastidio, rivelatosi poi una caso montato fino alla rilevanza internazionale, all’intervento di ‘pesanti’ diplomazie (Cavour e Napoleone III) in un momento di spaventosa pressione sullo Stato Pontificio?
Forse perchè Pio IX ‘ci credeva’ davvero ad una ‘realtà’ alla quale, putroppo, tanti di noi cattolici abbiamo smesso di credere.
Il ‘secondo caso Mortara’, quindi, è il nostro: quello di chi protesta contro il passato, pensando di mostrarsi più discepolo di Colui il quale, un giorno, sospirando, si chiese se ‘avrebbe trovato, al Suo ritorno, ancora fede sulla Terra’.
P.S. nel 2018, quando Spielberg rinunciò all’impresa di fare il film oggi di Bellocchio, osservai che quel grande regista, ebreo d’origine, desistette -secondo le fonti ufficiali- perchè (pur avendo provinato oltre duemila bambini) non ‘aveva trovato quello adatto’.
Era uscita da poco, tuttavia, a novembre del 2017, la traduzione in inglese del memoriale di sè medesimo di Edgardo Mortara, trovata da Messori.
Chissà, forse quel famoso Steven in realtà potrebbe averla letta per poi ‘desistere’: non sarebbe la prima volta che un non credente ‘lasci perdere’ di fronte a qualche ‘evidenza’.
Capitò persino a Napoleone Bonaparte il quale, prima di morire, si confessò e si fece dare l’estrema unzione, perchè, come ebbe a dire a chi gliene chiedeva conto, ‘solo gli sciocchi sfidano il Mistero’…


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