diocleziano e il ‘dio degli empi’

Un’amaramente buffa circostanza mi porta a tornare un attimo sulla figura di Gaio Aurelio Valerio Diocleziano, l’autore dell’ultima e più grande persecuzione che i cristiani abbiano subito nell’epoca imperiale romana.

La storia narra che, regolati i conti in modo altrettanto sanguinoso con i Manichei (anche per motivi politici: la dottrina di Mani era originata nell’Impero sassanide, e Roma usciva da un lungo conflitto con la Persia), nel 299 si tenne una cerimonia a scopo divinatorio in presenza dei tetrarchi di Antiochia (Diocleziano e Galeno).

Gli aruspici si trovarono, però, nell’impossibilità di ‘interpretare’ le viscere del bestiame sacrificato secondo le vecchie usanze: il responso non era possibile in quanto era come se ‘il segnale’ venisse ‘disturbato’ dalla presenza dei Cristiani all’interno dell’amministrazione e dell’esercito imperiale.

Da lì scatto la prima purga: fu ordinato ai sottoposti di sacrificare agli dei e, a chi si fosse rifiutato, sarebbe toccata in sorte l’espulsione dai ranghi dell’amministrazione.

Affichè fosse… ‘più chiaro’ il concetto, poco prima di determinarsi a farla finita con i credenti, consultato il Didymaion, l’oracolo Apollo di Didima, l’imperatore dalmata ne ottenne il seguente responso: “a causa degli empi sulla Terra, Apollo non avrebbe potuto fornire il proprio aiuto”.

Solo un illuministico pregiudizio, ormai in putrefazione secolare, come molte assortite ‘modernità’, può ancora derubricare questi racconti come esagerazioni o ‘leggende’.

Il punto è uno solo. Davanti alla presenza cristiana, gli ‘dei’ neanche si ribellano: tacciono e, quindi, spariscono. Si rifiutano -in pratica- di aprire bocca…

Viene meno, così, il ‘conforto’ per varie nefandezze; la potenza appare nella sua assoluta nudità, nel suo mutismo, nella sua incapacità di trovare un appiglio o giustificazione.

Colpa degli ‘empi’ (termine significativo: l’empietà è vastamente stigmatizzata dalla Bibbia) e di quel loro Dio, inchiodato sulla Croce…

Una storia che dice molto, anche nel nostro oggi…

P.S. Diocleziano muore nel 313, dieci anni appena dopo l’editto del 23 febbraio (data funesta: un 23 febbraio -nel calendario ortodosso del 1917- inizia la Rivoluzione russa e, nel calendario gregoriano, Osama Bin Laden nel 1999 lancia la fatwa contro i ‘crociati’…), non prima di aver visto abolito l’editto stesso e il cristianesimo, proclamata religio licita dell’Impero da Costantino.

‘Si consolerà’, quel Dalmata, dopo la morte: a Spalato gli verrà apparecchiato un mausoleo, verrà avviato, previa sua divinizzazione, un ‘culto imperiale’.

Il culto di un’altro dio.

Muto pure lui, ormai, ovviamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *