memorie contro la memoria

Nessuna generazione, come questa, ha ‘immagazzinato altrove’ i propri ricordi.

Al punto che, probabilmente, presto sarà persino inappropriato parlare di ‘ricordi’ o di ‘memoria’, non dovendo più essere compiuto alcuno sforzo per recuperare ciò che è a portata di clic.

E -diventando sempre più la ‘portata di clic’ l’unità di misura del tempo necessario per ‘recuperare’- si atrofizzerà sempre di più la funzione umana del riportare alla mente fatti ed eventi.

Anche perchè, appunto, essi si troveranno all’esterno, affidati non ad una mente o ad un cuore, ma ‘dislocati’ immediatamante fuori da essi, per venire poi ‘recuperati’ magari in funzione di un bisogno, anche emotivo.

La ‘memoria che sta fuori’, soppiantando quella di dentro, finirà per renderci sempre di più esseri ‘informi’, ‘disponibili’, falsamente duttili, insomma ‘liquidi’ se non liquefatti.

Perchè illudersi di avere ‘a portata di mano’ ci porta a farci sfuggire, per mancanza di attenzione, ciò che potrebbe davvero contare, specie se non ‘riproducibile’ o ‘immagazzinabile’.

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Ciò non toglie, fra l’altro, che l’intenzione di fondo di tutto questo ‘spostare’ momenti su ‘server’ informatici sia -esattamente- quella di poter ‘ricordare’ meglio. Che sia ‘buona’…

Anche questo post, in fondo, ne è un esempio.

Tuttavia, con un altro rischio: vedersi vivere mentre si vive.

E rischiare così di non vivere abbastanza, nello sforzo di documentare, conservare anche per esternare, socializzare, proiettare in uno spazio visuale potenzialmente il più vasto, gli eventi della nostra vita.

Anche questo ‘riduce’ la nostra memoria: il tempo che passiamo a ‘autodocumentarci in diretta’ è tempo che sottraiamo adesso al vivere. Anche nelle relazioni.

E solo il vivere crea eventi meritevoli di essere ricordati.

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Forse non finiremo come il ragazzo qui sotto: morto mentre cercava di ‘riprodursi documentalmente’ mentre viveva questo momento estremo.

Ma è una metafora potente di ciò che, non così repentinamente o tragicamente, ma comunque ineluttabilmente, potrebbe capitare pure a noi.

Lasciare una solida, vivida ed ‘altamente definita’ memoria di una vita non vissuta abbastanza…

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