lasciare al mistero cio’ che e’ del mistero

A margine del post qui sotto sulla rinuncia di BXVI, ho avuto uno scambio molto bello e molto profondo con un giovane, carissimo e preparatissimo amico, siciliano pure lui, su Messenger.

Quanto ci siamo detti rimane fra noi, ma mi ha fatto venire in mente una cosa che -credo- possa essere definita molto ‘cattolica’: il ‘rispetto del Mistero’.

La nostra è una religione rivelata non disvelata: non siamo noi ad avere, con la fatica, il genio, o magari l’intuizione, le chiavi o gli strumenti per svelare ciò che è arcano o nascosto nella Divinità.

Essa ha deciso quando, come, dove rivelarsi. Essa ha deciso i confini stessi della Rivelazione. E’ vero che nel ‘tesoro’ di cui parla Cristo, lo scriba che se ne occupa è in grado di scoprire cose antiche e anche cose nuove: ma esse stanno sempre ‘dentro’ (e mai al di fuori) di uno scrigno ben delineato, che ben limitato ci è stato consegnato.

Uno scrigno di cose infinite, a partire dalla fecondità di fatti, conoscenze, concetti anche ‘presuintivamente rigidi’ come i dogmi: da esso, dall’arrovellarsi delle menti, dei cuori, degli spiriti e delle esperienze attorno alla Rivelazione, è nata ed ha prosperato la civiltà cristiana e una serie di chistianitates molto diverse le une dalle altre.

Ma sempre di un deposito separato, parliamo, oltre il quale si dischiude il buio del Mistero.

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Parimenti, ognuno di noi è -per molti versi- un mistero a sè stesso e per gli altri. Chè, spesso, è più facile che l’altro capisca cose di noi che, da noi stessi, nemmeno intuiamo.

E, ovviamente, siamo un mistero che solo la Rivelazione -ed il suo sviluppo tutto interno- hanno saputo illuminare ma che solo il Mistero potrà svelare appieno, oltre il tempo.

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Così per la rinuncia dalla quale siamo partiti: liberi noi di fare ipotesi, magari deitrologie e pure sterili, sui motivi del Papa Emerito o sul come egli intenda, dal 1/3/2013, il suo ministero petrino.

Ma siamo ancora più liberi, credo, se ci fermiamo davanti alla soglia di ciò che è invisibile anche perchè non lo vediamo o percepiamo: la soglia del rispetto.

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