un dualismo americano

Lo zapping compulsivo mi porta ieri sera su Sky Arte, dove danno un film tv che mette a confronto le vite di due grandi attori: James Stewart e Robert Mitchum.

‘Le due facce dell’America’, recita il titolo, mai così azzeccato.

Stewart è la leggenda del bene: cresce in una tipica famiglia americana dove decidono di farlo laureare in architettura. Lo zio saggio, davanti alle velleità artistiche del ragazzo, aveva ricordato a tutti che l’unico artista in famiglia aveva lavorato nel circo…

Mitchum è l’icona della sregolatezza: orfano di padre a nemmeno un anno e mezzo, ha un rapporto inesistente con la scuola (zuffa col preside compresa). Fra i vari mestieri di fortuna, allega nel suo curriculum quello, assai ‘prestigioso’, di scaricatore di porto…

Stewart vogliono perservarlo dalla guerra ed usarlo per raccogliere fondi: lui però si arruola volontario e vuole combattere. Finisce a pilotare aerei, fa 20 missioni, viene pluridecorato e diventa Colonnello alla fine del II conflitto mondiale.

Mitchum, invece si imbosca, viene pescato a fatica e mandato a Fort MacArthur.

* * * *

I ‘due volti dell’America’, insomma: quello istituzionale, da ‘bravo ragazzo tutto d’un pezzo’; e quello della ribellione, il ‘maledetto ubriacone e drogato’, antisistemico.

In mezzo… l’America, oscillante fra due mitologie che si guardano in cagnesco allo specchio; l’America, che alimenta sè stessa con questo ondeggiare fra due ‘spiriti’, entrambi forti e inestinguibili; l’America che costruisce il suo fascino ambiguo su due retoriche che si inseguono e si combattono, senza decidersi o, meglio, decidendo scientemente di non farlo…

L’America che appare avere, insomma, un neanche troppo nascosto ‘motore gnostico’, nel quale la retorica dei buoni sentimenti si fa spesso benzina del cinismo ed in cui un esasperato pragmatismo spesso non può fare a meno del richiamarsi all’eroismo.

L’America che non ha voluto, non vuole e forse mai vorrà avere un volto solo, ma giusto due.

Quelli che le bastano per tenere in pugno l’immaginario del mondo e, con esso, il mondo stesso.

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