le scoperte dello scriba

Pensando al vecchio e al nuovo, come ad ogni passaggio d’anno, mi viene in mente lo scriba che -divenuto ‘discepolo del regno dei cieli’- diventa “simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt. 13, 52).

Lo scriba è colui che -spesso nel silenzio e nella solitudine- medita le Scritture. L’oggetto della sua meditazione è il suo, forse unico, ‘tesoro’.

Quali sono, allora, le ‘cose nuove e antiche’ che egli vi ‘estrae’?

Penso i significati, sempre sorprendenti e al tempo saldi, ‘nuovi’ perchè scoperti da poco e -però- anche ‘antichi’ poichè nascosti da lungo tempo in un tesoro che è sempre stato lo stesso da sempre.

Lo lasciano intendere le parabole che Gesù fa precedere a questa affermazione.

Tre immagini in cui nulla è ‘inventato’ ma tutto, appunto, ‘scoperto’: il tesoro del campo, la perla e i pesci buoni.

Quale augurio, allora?

Di avere un 2019 pieno di significato, di senso.

Qualcosa per cui valga la pena ‘vendere tutto’ o affrontare la fatica del discernere.

Il tesoro -antico e sempre nuovo- che ha sempre reso ogni storia degna di essere raccontata e ogni vita degna di essere vissuta.

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