Come molti sanno, oggi ricorre il sesto anniversario della sede vacante a seguito della rinuncia di Benedetto XVI. Non una ‘sede vacante qualsiasi’, se così possiamo dire.
Fra le tante cose rimaste nascoste di questa vicenda, c’è senz’altro l’idea -messa in pratica da Ratzinger- di rimanere ‘dentro il recinto di Pietro’. Un segno oggettivamente urtante, sotto molti punti di vista: il rinunciante che rimane lì, un po’ in mezzo alle scatole, è pur sempre Papa, anche perchè a ribadirlo è stato lui stesso…
E, infatti, hanno ragione i Maggi e i Grillo a incazzarsi: intuiscono che qualcosa non quadra e stanno nervosi; altro che ‘vecchio nonno’, come ama dire Bergoglio!
Un giorno, ne siamo certi, tutto sarà chiaro.
Per ora possiamo solo azzardare. E, per farlo, ci ‘aiutano’ le tante notizie delle assurde profanazioni di cui sono fatte oggetto le chiese da anni e, con maggiore frequenza, da mesi.
‘Profanazioni’ perchè, come dice un post da me condiviso, fuori dal recinto del sacro, di ciò che sta separato, dovrebbe stare il profano, che però ‘entra’, ‘invade’ un po’ come gli pare. Sotto forma di aggressione violenta, come nelle chiese francesi; sotto forma di trasformazione del luogo sacro in ostello o ristorante; o in luogo di rappresentazioni ‘artistiche’ o sociali più o meno serie o in tema; qui sotto -a Napoli- la chiesa risulta adibita a punto d’appoggio per l’arte dei tarocchi ed altri ‘esercizi’ paganeggianti.
Insomma, lo spazio sacro cattolico invaso, deviato, misconosciuto e magari oltraggiato (e, all’estremo, fatto luogo di sacrifici umani, con bombe e o kamikaze) è ormai un ‘recinto’ per modo di dire.
Diciamo che la metafora più corretta sarebbe indicarlo come ‘un porto di mare’: così saranno contenti anche gli accoglienti a prescindere.
Come tutti i ‘recinti’, anche quello di Pietro non pare star messo bene.
Eppure, la sapienza cattolica e liturgica ha saputo ovviare anche a questo ‘preventivamente’: nel recinto che, idealmente, ogni chiesa come spazio riservato a Dio dovrebbe essere, il Redentore ha ritagliato il suo minuscolo spazietto, il suo sancta sanctorum: il luogo dove riposa la particola eucaristica.
Lì se ne sta zitta zitta, ma presente. Senza smettere di porre domande, da secoli, a chi Le si para davanti.
Un po’ come il Papa emerito, nel suo molto silenzioso ma molto presente stare in un recinto dentro il recinto di Pietro.


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