Troverete in giro sul web altri albums come questo: la foto di Greta Thunberg, però, la vedrete associata ad un ‘sobrio’ bacetto di Juncker a quella ragazzina.
Il mio ‘album’, invece, prevede che Greta stia lì da sola, perchè la vera differenza di questo ‘oggi’ rispetto a quegli ‘ieri’ sta proprio nell’impatto non solo mediatico o emozionale che la sua ‘solitudine’ rende. E nel messaggio che passa.
Sta proprio in questo ‘sganciamento’ dell’infante dall’adulto, infatti, la chiave dell’impatto planetario di questa operazione, così che essa abbia tanti vantaggi.
– disarmare l’accusa di propaganda (ho letto post nei quali si prendevano apertamente per i fondelli i chiari ed evidenti fatti -a cominciare dal ruolo dei genitori- sulla scorta proprio del fatto che, in fondo, è solo una ragazzina).
– moltiplicare l’ ‘effetto innocenza’ (o l’ ‘effetto tenerezza’, se volete);
– veicolare con maggiore dirompenza il concetto di frattura generazionale che è uno degli scopi primi, con la scusa del ‘mondo che consegneremo’, di chi vuole questa operazione.
Sono i sintomi di quella che, acutamente, Enzo Pennetta, ha chiamato ‘pedolatria’ (vedi il link nel primo commento).
Ma temo vi sia dell’altro, su un piano metastorico (che poi è quello che spesso mi interessa di più): è l’affacciarsi di un’iconografia acconcia rispetto al nuovo mood del potere che si viene formando da tempo, il potere epimeteico (da Epimeteo, il titano ‘pazzariello’, fratello di Prometeo -vedi link nel secondo commento- , che aprì il vaso di Pandora).
Un’innocenza che abbiamo perduto è certo icona di speranza, di futuro. Ma questa speranza e questo futuro nascono in aperta polemica con il mondo adulto; si alimentano da anni di un giovanilismo che privilegia la metafora del sogno; che rigetta la razionalità adulta e disprezza l’esperienza; che vuole veleggiare verso il domani spinta dal capriccioso vento del ‘progresso’, un concetto sostanzialmente vuoto.
La Greta che ‘bacchetta’ i potenti di Davos -che ben volentieri si fanno bacchettare, per apparire ‘aperti’, per uscire ‘rinnovati’ dall’innocenza che li processa- non deve avere nessuno di visibile dietro di lei, deve risultare sola nella sua battaglia.
E la sua battaglia appare così ‘titanica’, proprio come lo è Epimeteo.
Ecco perchè la nuova frontiera del potere sarà la Pedocrazia: la più fedele riproduzione dell’evo che stiamo vivendo.
L’evo del capriccio, del rifiuto del logos, del sogno, del cieco desiderio, del vitalismo infantile che vede tutto, anche il dramma dell’essere umano, come un grande gioco.


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