Un giorno Vittorio Messori andò da uno dei pochissimi ‘Principi della Chiesa’ allora rimasti, il leggendario Cardinale di Genova, Giuseppe Siri.
Il prestigio di Siri, in una città ‘difficile’ come Genova era legato non solo alla sua statura morale e di uomo di fede, di grandissimo teologo e pastore, ma all’avere egli vissuto da assoluto protagonista le vicende dell’ultima guerra, difendendo con atti e iniziative rivelatesi decisive la popolazione, presa fra l’incudine nazista e il martello partigiano.
Un uomo così, forse, era ‘troppo’ per la Chiesa postconciliare: dicono i bene informati, pertanto, che Siri sia entrato almeno un paio di volte in Conclave da Papa uscendone -entrambe- Cardinale.
Tornando a Vittorio e a quella sua intervista: me la fanno tornare in mente le vicende di questi giorni nei palazzi… dei marescialli della giustizia.
Il discorso cadde su cosa, per quel Cardinale, fosse il segreto di un vero uomo di potere.
Siri rispose seccamente: ‘il silenzio e l’archivio’.
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E, infatti, l’informazione e la comunicazione globali sono un ‘contropotere’; non un potere come gli altri, ma l’equivalente della sua antimateria.
La vocazione del quarto potere è, infatti, quella di divulgare e il suo prestigio, la sua presa sul pubblico, il suo successo e la sua autorevolezza passano proprio attraverso il superamento dei due ‘canoni’ riferiti da Siri. Più un network informativo ‘parla’, si dilunga in particolari, in dettagli e più essi sono esclusivi, cioè prima nascosti e secretati, maggiore è il risultato e più si accresce la sua potenza.
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Il silenzio e l’archivio, ovviamente, simul stabunt vel simul cadent. Più si parla, più si rischia di mettere a rischio una qualche verità da custodire, anche involontariamente. Ma spesso solo le cose da conservare gelosamente meritano il silenzio.
E’ per questo che -per preservare un potere qualsiasi, politico o economico che sia- l’intelligence sia essenziale: per scoprire ‘l’archivio’ altrui e per custodire anche col sangue il proprio.
Se vogliamo, dunque, uno dei segni più spaventosi dell’oggi è il sempre più sbracato sputtanamento, lasciato capitare o -addirittura- cercato per farsi pubblicità, per sembrare ‘spontanei’ o, al contrario, per far male, per distruggere.
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Ovviamente, Siri non poteva che alludere anche al suo ‘potere’: quello ecclesiastico. E qui il ‘duo’ di quel Principe, illuminato dalla grande tradizione della Chiesa, si staglia nella sua straordinaria portata.
Perchè il silenzio è lo spazio infinito dove Dio si fa trovare: è drammatico che la Catholica lo stia progressivamente perdendo fra ‘palabrerie’ e strimpellamenti vari.
E perchè l’archivio è il tesoro del depositum fidei, che -prima di essere esplorato, manipolato e ‘sparato’ -magari a vanvera e a pezzettini- andrebbe contemplato … appunto silenziosamente, sicchè esso diventi prima di tutto ascolto.
Forse per questo, Maria è la donna più ‘potente’ che c’è: perchè in Lei il silenzio e l’archivio albergano nel Suo cuore e si fanno stile di vita.


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