sanificazioni

Sono assolutamente convinto che un tempo come questo è ‘straordinario’ e non solo per quello che stiamo vivendo, dalla malattia alla restrizione delle libertà alle quali eravamo abituati.

Lo è perchè, in qualche modo, è tutto ‘estremizzato’: il bene e il male; la prudenza e l’avventatezza; la stupidità e l’intelligenza. E così via. E grazie e (con eguale ambivalenza) nonostante il grande apparato mediatico impalcato su ogni mondo, a cominciare da quello -piccolo- nostro fino alla dimesione planetaria, ‘arriva’ tutto a tutti; e ‘arriva’ questo scontro di estremismi e si percepisce anche il nostro ‘oscillare’, confusi e attoniti, fra essi.

Per l’ambito ecclesiale vale lo stesso: nel giro di pochi giorni ci sono preclusi l’accesso, la comunione con la Presenza Reale e la presenza fisica nei riti cattolici (anche a quelli pasquali, ormai imminenti). Ma è rilanciata la preghiera della Comunione Spirituale: quasi davvero fossimo ‘tenuti’ da una forza che agisce anche ‘misteriosamente’ a casa in quanto malati anche nell’anima…

Ma, allo stesso tempo, riemergono aspetti della cattolicità relegati, per la gran parte dei più o meno credenti, ad anfratti: suppliche alla Madre; attraversamenti di città con croci e simulacri a cura di sacerdoti isolati: a suo modo, una ‘sanificazione’; Papi che vanno a piedi; affidamenti ai Santi protettori dalle pestilenze; accesso diffuso al Rosario, sotto il nome del più potente e dimenticato fra i Santi, Giuseppe, il discreto, il nascosto per eccellenza, nell’ordinarietà della vita di Cristo.

Quel Giuseppe che simboleggia la paternità umana in giorni in cui, statistiche alla mano, muoiono in centinaia maschi anziani, cioè in prevalenza ‘nonni’…

Ecco ora il riemergere, da una Chiesa contestata e contestabile per moltissimi versi, infedele, anche tanto cialtrona, il Potere delle Chiavi, il braccio che sposta gli equilibri, attinto dalla disarmante affermazione del Suo Redentore secondo la quale possono, in questa terra, essere decisi di destini di chi va (o non va) in Cielo.

Ecco il riemergere dell’esecrata ‘indulgenza’, parola che provoca da secoli rifiuti, proteste, e anche risate. Parola divisiva e, anche per questo, evangelica; ‘spada’ che affetta la fede, che ferisce il senso comune moderno, con quel suo non tener conto dei meriti, con quel ‘salvare a buon mercato’ che tale non è mai stato (neanche quando si pagava) perchè il Prezzo dei Prezzi, l’unico che davvero abbia mai contato, è ancora lì in un Dio inchiodato alla Croce.

Ed ecco, per contro, il rimergere della ‘confessione personale’, odorante certo di ‘luteranesimo’, ma attivata dal quello stesso Potere delle Chiavi, che a un luterano puzzerebbe di ‘papismo’; sollecitata giustamente, in modo sacrosanto, per uno ‘stato di eccezione’ anche delle anime credenti come questo, private del conforto dei presbiteri, dell’unzione degli infermi, del viatico dato a coloro che si congedano da questo mondo…

E così riemerge anche una Chiesa che gioca fiches da lungo tempo ricoperte da ragnatele, fiches ‘medioevali’ e post, per fottere il nemico, per svolgere la sua vera e cruciale missione: salvare le anime, strappandole alla disperazione del dopo, che è abisso senza fondo nè fine.

Estremi anche questi, come le Pachame, gli insensati caroselli attorno alla sinodalità, i pasticci mediatici. Ma estremi rimedi, per i mali estremi che ci affliggono.

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