concepita per concepire

Una parola attraversa questi giorni, senza essere intercettata dai flussi di metadati, nè dagli algoritmi gestiti dalle macchine: ‘concepimento’.

Ne troviamo traccia, è ovvio, oggi, ma esplicita.

Essa si nasconde però nella cronaca: messa in pericolo dalla mela avvelenata usata come metafora in un manifesto contro l’ennesimo intruglio abortivo. Che irrompe persino nelle prestigiose future nomine d’oltre oceano, per quel giudice che ha perseguitato chi aveva, come sola colpa, l’aver svelato l’ecatombe di figli smembrati e venduti a pezzi, quasi fatti e pronti a vedere una luce che ha però potuto solo sfiorarli.

‘Concepiti’, appunto, frutti di un concepimento.

Espressione che afferra anche il processo dell’idea, oltre al formarsi di una nuova carne che prima non c’era. Un’idea che non c’era neanch’essa e che è pensiero ‘concepito’.

‘Come si può concepire?’ è la domanda intrisa di stupore, a volte d’indignazione, che implica anche l’irrompere dell’inatteso, di ciò che era assente. ‘Inconcepibile’…

E la nostra Donna di oggi sembra catalizzare bene tutti questi sentimenti: stupore, indignazione persino rifiuto dell’inatteso, di ciò che non si trova inscritto, di un non detto. Di un mai detto.

Ella è la Concepita in vista del Concepimento, nel senso che ho detto.

E’ stata formata nell’assenza, come terza creatura adamitica, come una seconda possibilità per l’Umanità.

Su di Lei, al suo sì, è pronta a posarsi quella che è definita ‘l’ombra della potenza dell’Altissimo’.

‘Ombra’ e ‘Potenza’: termini che implicano presenza dell’ora assente; assenza di chi è stato o sarà presente.

I termini con i quali, mi è parso di capire, è definito il ‘Lui’ dell’assetto trinitario descritto con ragionamento geniale ed audace da Pavel Aleksandrovič Florenskij.

Lo Spirito Santo.

Colui che è certezza dell’Essere nell’assenza. Colui che è percepito mediante l’assenza, magari -appunto- come ‘potenza’ e ‘ombra’ di un Lui che è narrato, evocato (e quindi presente) nella relazione fra l’Io e il Tu della Trinità.

Il Lui che è Essere e Persona come quell’Io e quel Tu.

Il Lui che proietta il nostro essere Sua somiglianza, il nostro essere Sua immagine nel concepimento carnale.

Quello in cui un ‘lui’ che non c’era, voluto o insperato, compare per nascondersi dentro il grembo di ogni donna. ‘Ombra’ e ‘Potenza’ di un uomo o una donna che saranno, pur non vedendosi.

‘Concepiti’, appunto.

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