Forse il più profondo senso del passaggio di ogni anno, sta nella consapevolezza del compiersi di un ‘tempo collettivo’.
Ciò è simile a quanto accade, per ciascuno di noi, quando compiamo gli anni: solo che qui ci percepiamo attraversare il tempo insieme a coloro con cui ci è dato di dividerlo.
Il ‘nostro tempo’….
Chissà, si appoggia forse su questo sentimento, o consapevolezza, il pressante desiderio dell’uomo di accompagnarsi a quanti più simili possibile -anche estranei- ad ogni passaggio d’anno.
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Questo passaggio, inoltre, ha la forza di concentrare -per qualche ora- la nostra attenzione sul passato e sul futuro, facendoli presenti in un’unica riflessione.
Bilanci e propositi si inseguono, si alimentano gli uni degli altri, e ci percepiamo -nel contempo- come siamo stati e come vorremmo essere.
C’è una sublime dignità nel poterlo fare e nel poterci dare -almeno una volta l’anno- una possibilità. Nel poter sperare, insomma, oltre ogni cosa.
Pare risuonare, più o meno lontana o percepibile, inoltre, negli attimi in cui si compie questo passaggio, l’eternità di cui siamo fatti.
Nessun essere vivente è in grado di farlo: rendere presenti -nell’attimo presente- anche il passato e il futuro.
Buon 2022 a tutti.


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