angeli inconsapevoli’

Timothy Schmalz è lo scultore canadese di “Angels Unwares”, la statua sui migranti di ogni tempo, collocata ieri in Piazza San Pietro.

Riferisce Vatican.va che, ‘all’interno di questa folla eterogenea di persone, spiccano al centro le ali di un angelo, come a suggerire la presenza del sacro tra di loro’. Le angeliche ali -in effetti- ‘spiccano’ solitarie non dentro ma sopra la folla.

L’idea è quella che chi accoglie un migrante, potrebbe accogliere ‘inconsapevolmente’ un angelo: i resoconti giornalistici ci dicono che questa idea è estratta dalla Lettera agli Ebrei che, a sua volta però (aggiungo io), echeggia l’incontro di Abramo con i tre viandanti e angeli che gli predissero l’impossibile gravidanza di Sara e il sorgere della sua sterminata discendenza.

Ovviamente, l’ ‘inconsapevolezza’ in entrambi i brani è quella di chi accoglie, mentre invece -dal titolo dell’opera- si da per assodato che i migranti sarebbero sempre ‘angeli’, anche se essi non lo sanno…

Ma -forse- sottilizzo troppo…

Curioso che, a furia di ragionare sui richiami biblici, mi siano spuntati fuori tre angeli -quelli veri- e curioso che, questi echi, si siano materializzati proprio ieri che era… la festa dei tre Angeli per eccellenza, San Michele, Raffaele e Gabriele.

O chissà, l’intento era proprio quello: ormai, per il credere come per il comportarsi bene, bisogna mettersi in una condizione di ‘inconsapevolezza’. Se credi sapendo di credere, se sei troppo ‘consapevole’, questa cosa si vede e rischi di non apparire ‘naturale’, ‘spontaneo’.

Insomma: la ‘consapevolezza’ potrebbe essere un sintomo della aborrita ‘rigidità’. Meglio quindi, una folla di migranti, da cui spunti anonimamente un paio d’ali che non si sa bene di chi siano e che, comunque, stanno lì giusto per dire che i migranti sono ‘sacri’.

Lì ci sta qualche angelo, ma non ne siamo certi perchè neanche lui lo sa. Anzi: egli è tanto ‘angelo’ proprio perchè non lo sa.

Addirittura, ‘l’angelo che non sa’ -che è fiero di non sapere- ‘c’insegna’ meglio di altri, un po’ come Scalfari… che è sicuramente il migliore di tutti, poichè non ha mai voluto essere ‘angelo’ (almeno, di un certo tipo) e perchè è sicuramente ‘inconsapevole’

E un po’ come il Cristo senzatetto e incappucciato -sempre di Schmalz, collocato a Toronto, nella seconda foto- che sta accucciato sulla panchina: non sia mai qualcuno dovesse riconoscerlo come tale.

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