babele o babilonia? o entrambe?

Non me ne vergogno: sfrutto appieno Wikipedia per sapere qualcosa in più su un tema, senza per questo disprezzare il sapere librario, anzi!

Ne vengono fuori ‘sorprese’ interessanti, come quella che dirò fra breve e che nasce dalla voglia di approfondire la storia della c.d. Torre di Babele.

Lo spunto è una rlflessione su quanto leggo: un caos mediatico senza alcun filo conduttore, un groviglio inestricabile di opinioni scientifiche e battute sull’amuchina; il sovrapporsi di diversi ‘registri’ comunicativi: tragico, comico, drammatico, tecnico, amministrativo, ecclesiale, apocalittico…

Ebbene, è assurdo: mai epoca -come la nostra- ci ha concessso mezzi così potenti ed efficaci per farci capire fra di noi anche con civiltà lontane: traduttori simultanei, app d’insegnamento delle lingue, persino la facilità del viaggio; l’uso potente di immagini e memes; la musica come linguaggio universale…

Eppure mai come oggi è il caos totale, persino -anzi, a maggior ragione- fra coloro i quali parlano la stessa lingua. Non ci si intende su nulla, non c’è accordo.

Insomma: una cosa è certa, il mondo iperconnesso, senza confini, multiculturale è una babele incomprensibile e parlare una stessa lingua non basta più. Anzi: l’angoscia di non capirsi più, neanche usando le stesse parole, aggrava il senso di sballottamento…

Sembra abbia agito -plasticamente con questa storia del COVID-19- una mano che ha rimescolato e gettato alla rinfusa ogni informazione, proprio quando la torre sembrava pronta…

Babele o Babilonia: entrambe evocano il disordine (comunicativo ma anche morale) che scaturisce dalla potenza; la confusione generata dall’arroganza…

* * * *

E, quindi, Wikipedia…

Nota l’esegesi cristiana, mi incuriosisce quella ebraica:

“Compreso il segreto delle lettere dell’alfabeto ebraico, sino a quel momento la sola lingua parlata e conosciuta, alcuni uomini dell’epoca utilizzarono il potere dei nomi di Dio tramite la stregoneria, cosa non ammessa, per governare gli angeli”.

“Quegli uomini che commisero questa trasgressione vollero poi attaccarsi al potere delle stelle e delle costellazioni per dirigerlo verso il Mondo Inferiore ed utilizzarlo a proprio piacimento senza alcuna adesione all’Onnipotenza divina”.

“Essi vollero inoltre canalizzare l’energia divina del Nome eccelso nel Mondo (…) cercando così di compiere trasgressioni come se si fosse trattato di cose permesse”.

“Un Midrash, nel testo di Bereshit Rabbah, racconta che tutti gli uomini colpevoli del peccato di sfida nei confronti di Dio con la Torre di Babele vennero trasformati [quasi] in “scimmie”, spiriti e demoni”.

Quante cose colpiscono! Eccone alcune: “il potere dei nomi”, “il potere delle costellazioni”; “compiere trasgressioni come cose permesse”; e -infine- le ‘”scimmie”…

Concetti evocativi di un’epoca come la nostra, in cui non pare esserci differenza fra Babilonia e Babele….

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