Chissà se quelli che, contrapponendo la ‘fede’ cristiana alla ‘religione’, anche ad alti livelli, si rendono conto di mettersi contro il messaggio evangelico.
E’ Cristo stesso, infatti, a dire ‘non sono venuto per abolire ma per portare a compimento’, per ‘completare’ insomma. E, per rendere la cosa più chiara, ha anche aggiunto che -della Legge- non sarebbe mutato neanche ‘uno iota’, una virgola…
Volendo poi seguire il filo delle parole, saremmo condotti a quel Calvario e sopra quella croce da cui, nel momento più solenne e decisivo della Sua vita terrena, Gesù prima di morire espirò quel ‘tutto è compiuto’ che -al netto del mistero- ha il sapore di una ‘missione’ finalizzata.
Girard qui direbbe che la Vittima finale, unica, la Sola che davvero conti, ha posto sè stessa come ‘testata d’angolo’: il nuovo Ordine cristiano nasce, spazzando via il meccanismo del vorticoso alternarsi delle sostituzioni degli ordini transeunti, mediante, appunto, il riproporsi dei capi espiatori.
E l’Ordine Cristiano nasce in totale antitesi all’ordine arcaico: non è infatti un’abolitio ma una completatio. Da lì il movimento ecclesiale agisce per progressive espunzioni dei rami malati (altra immagine evangelica, rispetto alla quale svolge un ruolo, alla fine provvidenziale, l’eresia) ma soprattutto attraverso ‘depositi’, definizioni, spiegazioni, sprazzi di luce su aspetti della Scrittura trascurati.
E ogni vera riforma davvero cattolica è un riprendere tutto ciò che di buono c’è, senza nulla tralasciare: non è stato nè mai sarà un rifare tutto daccapo. Anche perchè, come abbiamo visto, quel ‘tutto’ è già ‘compiuto’: va solo svelato, approfondito, esplorato.
Nell’alternarsi degli ordini umani anticristiani, il cattolico dovrebbe ritrovare il riproporsi del meccanismo di ‘satana che scaccia satana’: ogni protesta contro un ordine sbagliato mira a stabilire un ordine anch’esso sbagliato. Nell’inquietudine, nella rivolta verso un ordine persecutorio, violento, opprimente, nel caos che discende come fase finale dalla ribellione, più o meno plateale o strisciante, ci sono i prodromi di un nuovo ordine ancora peggiore.
E questo ci dice qualcosa su quel lucifero che la fede pone a capo di tale meccanismo: l’insoddifazione perenne, la ‘divisione in sè stesso’ che Cristo denuncia, paiono essere suoi tratti descrittivi. Egli è ‘colui che si vede perfetto’ ma che rifiuta l’origine divina della perfezione. Da lì è un continuare a ‘rimirar sè stesso’ alla ricerca di quella perfezione che però, è perseguita odiandosi: e questa ricerca ha presupposti falsi, perchè la perfezione spirituale veniva da una natura che satana non si è dato da solo. Ciò che lucifero combatte è ciò che lo aveva, nel primo istante, fatto perfetto e che egli ha abbandonato eternamente. Egli continua a così a tentare di ‘rifarsi’, a ‘ricercare’ quel sè stesso incessantemente, ma non ci riuscità mai.
E’, egli, quindi, ‘incompiutezza’ la cui ‘perfezione’ finale è il vuoto, il ‘non essere’.
Quando qualcuno, quindi, vuole ‘resettare’ qualcosa o qualcun altro, diffidate.
Sopratutto se volete dirvi ‘cristiani’.


Lascia un commento