Cosa potrebbe mancare ancora ai Tuoi patimenti, Signore?
In cosa potremmo noi, con i nostri, ‘aggiungervi’ qualcosa?
Se è vero che hai provato l’abbandono del Padre,
che Ti è stato tolto Tutto,
che Ti è stata ‘sottratta’ -in quel momento del tempo- la divinità,
e che, prima ancora, è mancato il Tu che ti ha generato,
e, con esso, la perdita della Tua relazione con Lui,
la perdita della Terza Persona.
Se è vero questo e che Tutto Ti è stato tolto,
in quel momento del tempo,
come potremmo noi ‘completare’ un simile abisso?
come potremmo aggiungere ‘qualcosa’ al Tutto?
come potremmo paragonare un nostro vuoto,
per quanto immenso, doloroso, lancinante,
a ciò che Ti è mancato,
in quel momento del tempo?
E’ forse, questo, un invito a esplorare la Tua solitudine,
a inabissarci in essa,
a farci consumare da essa?
Forse -in questo sconcertante modo- ci vuoi con Te,
proprio Tu che, lasciato così, solo sulla Croce,
donasti a Tua Madre un nuovo figlio,
e a un figlio una nuova Madre?
Forse vuoi che anche noi facciamo i conti con la nostra umanità,
con la nostra ineliminabile solitudine,
ritrovando in fondo ad essa e in ogni possibile abisso,
l’unica possibile compagnia,
la Tua?
La compagnia di chi ha percorso il vuoto del Tutto,
il vuoto di un Dio che -su quella Croce- è morto con Te tre volte?
La compagnia di chi, da quel nulla di tutto e di se stesso,
sa come risalire alla vita, ed insegnarci così a farlo?


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