Eccellente e stimolantissimo intervento su un tema che ‘sento’ sempre più come decisivo: l’impatto disgregativo dei media.
Butto lì due riflessioni ‘immediate’.
– Il medium ‘disgrega’ perchè interrompe -in modo più o meno durevole- la relazione umana, monopolizzando su di sè l’attenzione; siamo distratti, ‘deviati’ dall’altro, e perdiamo la fondamentale capacità di relazionarci direttamente con lui.
Nel processo educativo (e nel consolidamento dell’identità e della sua continuità) la relazione-legame con l’altro incide in profondità perchè è comunicazione dell’inevitabile, cioè dell’essere.
Non è un caso che il Cristianesimo si ‘affidi’ ad una traditio in cui ciascuno è chiamato ad annunciare ad un altro, in una relazione interpersonale. Nel suo diventare ‘libro’, la religione cristiana, tuttavia, mantiene vivo il riportarsi ad episodi di relazione, di confronto nell’insegnamento.
– il medium’ disgrega’, quindi perchè accentua il solipsismo, inteso anche come il formarsi nel soggetto di convizioni che si percepiscono come proprie e attorno alle quali il soggetto ‘gira sempre attorno’; la comunanza o ‘condivisione’ di queste convinzioni con altri soggetti viene vissuta su un piano che è comunque -e oggi più che mai- anch’essa pesantemente ‘mediatizzata’.
Anche quando dialoghiamo qui, siamo sempre ‘da soli’.


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