Fra i tantissimi, sconcertanti ‘dettagli’ legati alla Tilma di Guadalupe, riportati nel post condiviso qui sotto, mi colpisce quello dell’attentato dinamitardo del 1921, in piena basilica ed ai piedi del ‘dipinto’.
Attentato, dissero subito quei ‘maligni’ dei Cristeros, voluto da Álvaro Obregón Salido, il generalissimo presidente messicano dell’epoca, anticlericale. Forse desumendo, quei ‘malpensanti’, che l’ordine di salvare quasi subito dal linciaggio l’anarchico Luciano Pérez fosse arrivato troppo tempestivamente…
La tilma della Virgen, tuttavia, rimase intatta; un po’ meno, il crocifisso di bronzo posto davanti all’immagine, sull’altare.
Il quale attrasse immediatamente -come testimonia questa foto- la devozione popolare, tanto da venire gelosamente conservato nella stessa Basilica: la detonazione non si limitò a spostarlo (o, chissà, magari non lo spostò affatto…), ma sicuramente lo curvò nel modo assai ‘singolare’ che è dato vedere nell’immagine.
Un modo che, francamente, mal si concilia con un improvviso spostamento d’aria, facendo pensare, piuttosto, ad un ‘contenimento’ -per così dire- di ‘tipo diverso’ (non saprei dire se ‘del terzo’, o del ‘quarto tipo’…) della deflagrazione.
Tipico ‘mistero’ di quelli in qualche modo, in qualsiasi modo, legati a quel ‘telo’: riguardo al quale più si scava e più si rischia di rimanere senza parole…


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