la cavea del cuore

Fra le sue più famose e illuminanti frasi, Blaise Pascal, ne dedica due esattamente al cuore, queste:

“Com’è vuoto, il cuore dell’uomo, e pieno di lordure!”
“Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”.

Eppure, quel gigante -la cui scia vibra, per sentieri ormai chiari e ‘pietre miliari’ precise, nel modo di ragionare di chi scrive- fu tentato terribilmente da quel Giansenismo contro il quale ‘vinse’ nella prospettiva cattolica, proprio durante quei suoi anni, il modello spirituale opposto basato… sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Sì, fu battaglia che infuriò e venne risolta, questa, proprio negli anni ‘giansenistici’: quasi una prova finale, un’ordalia, un passaggio per la furia ed il fuoco della durezza implacabile delle tesi di Cornelis Otto Jansen e di Antoine Arnaud: di fronte a un Dio arbitro assoluto della nostra sorte, che elegge a suo piacere un piccolo numero di eletti, e muore solo per essi, l’atteggiamento più spontaneo non avrebbe mai potuto essere l’amore, ma il timore.

Proprio in quegli anni, però, arrivarono personalità e riprove, apparentemente ‘marginali’ nella vita della Chiesa, in particolare quella francese, centrale ‘cuore’ vitale e figlia prediletta della Catholica, rivelatesi decisive: Margherita Maria Alacoque, Claude de la Colombière e, infine, Jean Eudes.

Si consolida così, per vie misteriose, e si certifica la devozione ai Sacri Cuori: la fede riafferra il sentimento, si sposta dalle fredde, anche se essenziali, sinapsi cerebrali e torna a vibrare con le stesse frequenze del muscolo cardiaco.

Si tratta insomma, di ‘riempire’ una cavità il cui ‘vuoto’ ci condiziona; di svuotarla dal male che vi alberga sotto ogni forma possibile (le ‘lordure’ pascaliane), non facendo finta di non vederle (il divertissement, sempre di Pascal), ma affondando il bisturi che guarisce.

Si tratta di scorgere, insomma, le ragioni misteriose, ineffabili, inesprimibili eppure sentite, spesso dolorose, ed essere così ricondotti, per quel centro del nostro essere, ad un Centro che le riempia di senso.

Un Cuore, non a caso, anch’esso. Ma di pienezza infinita.

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