“Mi soffermo piuttosto su di un fenomeno apparentemente molto più innocuo, su di una forma di interpretazione del cristianesimo che dal punto di vista scientifico apparirebbe come totalmente rispettabile e che il grande giurista evangelico Rudolph Sohm ha sviluppato nel secolo scorso.
Egli propose la tesi, che il cristianesimo come vangelo, come rottura della legge originariamente non avrebbe potuto e voluto includere alcun diritto, ma la Chiesa sarebbe inizialmente nata come “anarchia spirituale”, che poi certamente a partire dalle necessità esterne dell’esistenza ecclesiale già verso la fine del primo secolo sarebbe stata sostituita da un diritto sacramentale.
Al posto di questo diritto, che per cosi dire era fondato sulla carne di Cristo, sul corpo di Cristo ed era di natura sacramentale, sarebbe poi subentrato nel medioevo il diritto non più del corpo di Cristo, ma della corporazione dei cristiani, appunto quel diritto ecclesiale, che da allora noi conosciamo.
Ma il vero modello restava per Sohm, l’anarchia spirituale: in realtà nella condizione ideale della Chiesa non dovrebbe esserci bisogno di nessun diritto.
Nel nostro secolo a partire da tali posizioni divenne di moda la contrapposizione fra la Chiesa del diritto e la Chiesa dell’amore: il diritto fu presentato come l’opposto dell’amore. Un simile contrasto può certamente emergere nella concreta applicazione del diritto, ma innalzare questo a principio stravolge l’essenza del diritto così come l’essenza dell’amore.
Queste concezioni ultimamente avulse dalla realtà, che non giungono fino allo spirito dell’utopia, ma le sono apparentate, si sono ampiamente diffuse nella nostra società. Il fatto che dagli anni cinquanta “Law and Order” (Legge ed ordine) siano divenute un insulto, anzi, “Law and Order” siano fatti passare come fascistoidi, dipende da queste concezioni.
L’ironizzazione del diritto apparteneva per altro ai fondamenti del nazionalsocialismo (non conosco sufficientemente la situazione per quanto riguarda il fascismo italiano). Nei cosiddetti anni della lotta il diritto fu molto consapevolmente calpestato e contrapposto al cosiddetto sano sentimento popolare.
Successivamente il “Fuhrer” fu dichiarato come l’unica fonte del diritto e cosi l’arbitrio fu messo al posto del diritto. La denigrazione del diritto non è mai ed in nessun modo al servizio della libertà, ma è sempre uno strumento della dittatura.
La eliminazione del diritto è disprezzo dell’uomo; ove non vi è diritto, non vi è libertà”.
Card. Joseph Ratzinger
Discorso in occasione del conferimento dalla laurea honoris causa della Facoltà di giurisprudenza della LUMSA (10-11-1999)


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