Naturalmente, la ‘colpa’ non è dell’orso, ma dell’uomo.
Intanto perchè l’orso non può avere ‘colpa’ perchè non può avere un senso morale, essendo dotato solo d’istinto.
Ma l’uomo che ha la colpa non è certo il povero runner divorato: è dell’uomo che ha pensa di poter ripristinare a proprio ideologico arbitrio una natura che non c’era più, facendola convivere con il progresso e con la sua espansione.
Lo stesso ideologo -che si serve del sentimentalismo animalista di massa ormai debordante- che si batte affinchè una belva che ha assaggiato il sangue umano venga tenuta in vita.
E’ l’animalismo sdilinguantemente sentimentaloide che reputa ‘gli animali meglio degli uomini’: io non so davvero se un animale, dotato di raziocinio e di calcolo, sarebbe ‘migliore’ dell’uomo.
So solo che le due realtà (uomo e animale) stanno su piani completamente diversi: e che il nostro è -nonostante tutte le nostre scempiaggini, comprese le demenziali scelte sugli orsi trentini- superiore.
Nell’immagine San Corbiniano di Freising sottomette l’orso che aveva appena ucciso il suo cavallo da soma: l’orso sostituisce il cavallo e porta i bagagli del Santo a Roma, per poi essere lasciato libero.
Naturalmente, non di ammazzare o aggredire altri esseri umani.


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