Viene liquidata in queste ore come ‘curiosità’, la faccenda delle sedici statue (raffiguranti i dodici Apostoli e i simboli dei quattro Evangelisti), rimosse l’11 aprile scorso per un restauro previsto e ‘scampate’ all’incendio di ieri.
Si è avuto modo, così, di vedere in mondovisione le immagini della rimozione di quelle opere, altrimenti nota solo a livello locale.
Come molti sanno, la guglia è -fortunatamente- l’unica cosa andata completamente distrutta: anzi, quasi tutti i tg, le testate on line e i giornali, riportano in grande risalto proprio il crollo della stessa Fèche, come ‘fatto simbolico’ dell’evento stesso di ieri.
Troppo stuzzicante, quindi, per non meritare un piccolo approfondimento, da cui credo sia il caso di segnalare alcuni elementi abbastanza impressionanti.
1. La guglia andata in fumo e crollata non era quella originale del 1250, demolita fra il 1782 ed il 1786, pochi anni prima di quell’evento ‘epocale’ e ‘cosmico’ che fu la Grande Rèvolution.
Dovettero passare quasi settant’anni per ricostruirla (1860).
2. Curiosamente, pochi giorni prima della sua seconda distruzione, dalla guglia sono stati ‘sfrattati’ i suoi ‘abitanti’: le predette statue sacre.
Per scenderle al suolo esse sono state.. preventivamente ‘decapitate’; curiosamente un’usanza molto in voga nella suddetta Rivoluzione.
3. Il ‘salvataggio’ di Apostoli ed Evangelisti di Notre Dame avviene l’11 aprile scorso, lo stesso giorno in cui è resa nota l’ormai famigerata enciclica del Papa Emerito.
4. La sommità della guglia era sormontata da un gallo: un animale che, nei racconti della Passione pasquale, è associato proprio all’Apostolo Pietro, anzi alla coscienza stessa di San Pietro.
5. La stessa fèche conteneva una delle spine della corona conservata a Notre Dame: la Pasqua ritorna anche qui….
6. Le statue sono un’aggiunta del 1860. Dopo pochi giorni dalla loro rimozione-decapitazione, la guglia è andata in fumo.
7. Raffigurando i 12 Apostoli e i 4 Evangelisti (questi ultimi sotto forma di rispettivi simboli), le statue ripropongono per due volte un unico personaggio: San Giovanni Evangelista, l’autore di quel libro simbolico che è l’Apocalisse.
8. Quest’ultimo è l’unico personaggio, assieme alla Madonna (‘Notre Dame’…), che sta ai piedi del Cristo Crocefisso, al culmine della Pasqua.
Così questa piccola ‘analisi’: la si prenda come si vuole o non la si prenda affatto: ha sempre fatto parte del ‘gioco’.
Ammesso che sia solo un ‘gioco’.


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