la storia nella storia

Che storia è mai questa, che da stasera ci racconteremo di nuovo, in Chiesa o -lontano da essa- solo ripensandoci distratti dal divertimento?

Una storia -alle viste umane di una ‘civiltà’ sperimentale, raziocinante, laica- inverosimile.

Una storia di Angeli che annunciano a pastori: un’allucinazione, parrebbe di capire, che induce questi ultimi a lasciare il loro tutto, la loro ragione di vita (quelle pecore) nelle mani di uno estratto a sorte, per andare a vedere cosa?

Un re, dicono, che, appena nato, giace in una mangiatoia e non fra confortevoli cuscini e rare piume…

Una storia che narra di una stella con una scia di luce che li conduce in quel luogo e, assieme a loro, tre potenti di quel tempo lontano, anch’essi instupiditi al punto di lasciare in mano ad altri i loro Regni per affrontare l’ignoto di un viaggio e di un approdo misteriosi.

Un ‘bella storia’, ce lo concedono la nostra mentalità tutta terrestre, una storia tenera, col Bambino in mezzo; una storia edificante, coi poveri che trovano accoglienza tra i poveri; una storia fantastica, brulicante di stelle ed angeli…

Ma quale amarezza per quale inganno atroce; quale illusione brutalmente disillusa; quale (posso dirlo?) vomitevole insulto all’Unico Dio, se questa storia non fosse vera!

Il Natale è bello sempre, apre i cuori a sentimenti che molti disprezzano (anche quando sono dentro di loro), solo perchè -nella sua inverosimiglianza- è vero…davvero!

Non ci sono ‘miti aggiunti’, interpolazioni successive, abbellimenti e cosmesi messe ad agghindare la semplice nascita di un essere umano, a rendere questo nascere la Venuta di un Dio atteso dalla fede di un popolo -in fondo- periferico nella storia di quel tempo.

L’apparente inverosimiglianza del Natale, la bellezza che ne viene, sono il segno della sua Verità.

Da cui nascono conseguenze drammatiche ed esaltanti, per chiunque voglia trarle…

Buon Natale vero, allora!

P.S. nella foto il ‘luogo di un misfatto’, là dove il Natale si è fatto vicino.

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