Pensavo di poter tenere per me, una volta tanto, i miei pensieri su questo giorno.
Avevo già scritto, giorni fa, di Elia nel Carmelo, della nube della vita e di quella della morte della ‘coincidenza’ con il Trinity test…
Oggi, in un modo per me sconvolgente, ritorna tutto: Elia e una ‘nube’ ma nel racconto della Trasfigurazione; un momento in cui i ‘morti’ (Elia e pure Mosè) si ‘riaffacciano’ nella storia, resi presenti da un Cristo che attraversa le dimensioni.
Ma ‘ritorna’ anche la nuvola della morte, la deflagrazione atomica, resa per la prima volta arma dell’uomo nuovo contro il suo simile: Hiroshima, un sei di agosto, come oggi.
Il film di Christopher Nolan su Oppenheimer si basa su un libro intitolato ‘American Prometheus’: quello scienziato portò, invero, il fuoco, quello che non si spegne, sulla terra; il fuoco del sole, il fuoco atomico.
E, al ‘Prometeo americano’, fa da contraltare l’altro personaggio ‘dell’altro mondo’ del racconto evangelico di oggi: Mosè a cui fu dato di vedere un altro fuoco che non si spegne, quello del roveto ardente.
Il video che Gianluca Marletta posta oggi rende perfettamente la portata del ‘dono’ fatto a gli uomini da quel ‘Prometeo’: con la potenza delle immagini e la semplicità della loro cultura popolare (l’anime), i giapponesi fanno memoria di quel terribile giorno.
Il fuoco del sole sulla terra, rubato dall’uomo, non è possibile vederlo: distrugge tutto, a partire dall’innocenza.
‘Luce’ che uccide e spazza via tutto….


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