leo strauss e la ‘realta’ esoterica’

Riflettendo su quanto va accadendo in Libia in queste ore (ma il discorso potrebbe dirsi valido un po’ per tutti i conflitti in atto, sopratutto da vent’anni quasi a questa parte), mi veniva in mente il signore raffigurato dalla foto: il filosofo d’origine ebraica, nato tedesco e naturalizzato americano, Leo Strauss.

Considerato il ‘padre’ delle nuove ‘dottrine’ politiche (sopratutto di quella neo conservatrice americana), Strauss mal si presta a schematizzazioni classiche -come quella fra destra e sinistra, o fra conservatori e progressisti- essendo la sua una filosofia del (o sul) potere in quanto tale, almeno sul versante delle riflessione politica.

Prendo da Wikipedia una estrema, ma credo efficace sintesi del suo principale insegnamento: ‘Strauss promosse un particolare tipo di sapiente: il filosofo legislatore. Dal momento che la verità è oscura e sordida, essa deve essere riservata alle élite. Ma in pubblico, il filosofo deve fingere di credere ai miti e alle illusioni, orditi ad uso delle moltitudini. Deve diventare un paladino dell’immutabilità della verità, dell’universalità della giustizia, della bontà disinteressata, anche se segretamente insegna ai suoi adepti che la verità è costruita, la giustizia favorevole all’amico e avversa al nemico, e che il solo bene è l’appagamento. Tutti i grandi filosofi sono stati degli scrittori esoterici, con un doppio messaggio, uno di salvezza per la massa, uno di potere per la minoranza’.

Tradotto… sul campo questo spiega il grado -se possiamo dire così- di ‘sporcizia’ della guerra nel XXI secolo: le grandi nazioni, volendo salvaguardare ‘ad uso delle moltitudini’, la loro immagine di ‘ ‘nobiltà’, bontà’, ‘disinteresse’, di ‘bene’ ormai ‘subappaltano’ i conflitti ad altri soggetti -contractors, truppe d’elite, e -ovviamente- servizi segreti- al fine di perseguire appunto sottotraccia i loro veri interessi. E quanto accade il Libia nè è la plastica dimostrazione.

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Tuttavia la ‘tecnica’ del potere -e, anzitutto, della narrazione ‘reticente’ che è un buon inizio di ogni impresa rivolta al potere- di Strauss è, mi pare, una buona chiave per capire quanto accade altrove.

E non certo -e non solo- perchè l’irradiazione gnostica di un simile modo di pensare è del tutto palese.

Ma perchè -molti dei terreni di battaglia odierni, la Chiesa Cattolica non esclusa- sembrano davvero attraversati o, quanto meno, spiegabili anche impiegando il paradigma di Strauss della contemporanea sussistenza di due livelli in cui si snoda la storia dei nostri giorni: uno dell’apparenza, buono per le moltitudini, ed un altro ‘esoterico’ (talvolta nel senso strettissimo del termine), in cui operano le elites, le sole in grado di poter ‘portare e sostenere’ la ‘verità’.

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Quanto questo sia -anche su un piano di vita personale, nella ‘società dell’apparenza’- ‘cristiano’ è facile intuirlo, se si ricorda il detto secondo cui ‘tutto quello che è nascosto, un giorno sarà rivelato’ ovvero il comando di ‘annunciare sui tetti’ quanto bisbigliato dal Maestro.

E tuttavia -ed è un problema- anche le moltitudini vivono sulla loro pelle una doppia esistenza: una pubblica, per gli altri e oggi mediatica, un’altra ‘esoterica’, in cui davvero ‘la verità è costruita, la giustizia favorevole all’amico e avversa al nemico, e (…) il solo bene è l’appagamento’.

E così una ‘gnosi fai da te’, non meno insidiosa, tiranneggia.

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