‘meticciato’ mariano e dintorni

La discussione apertasi sul presunto ‘meticciato’ di Maria (e, attraverso Ella, del Principale) e sul suo ‘discepolato’ (che escluderebbe, a priori, una qualsiasi forma di partecipazione o corresponsabilità della Madonna alla Redenzione).

Entrambi i ‘concetti’ espressi dal Papa s’inscrivono, è chiaro, in un percorso del ‘cristianesimo dal basso’.

Ma, come sempre, il problema non è tanto l’ ‘alto’ o il ‘basso’, ma il ‘cristianesimo’ che ne viene fuori.

Negare che Maria sia apparsa ‘Morenita’ a Guadalupe, significa negare la realtà stessa dell’apparizione ed il segno concreto rimastone, la Tilma: il punto è chiedersi perchè sia apparsa ‘più scuretta’, cosa voglia dire questo ad un cristiano proprio sulla Vergine.

E, ovviamente, non è solo questione di ‘destinatari’, di ‘inculturazione’, di farsi voler bene da ‘poveri indios’: accanto alla potenza del messaggio veicolato da simboli teologici che Juan Diego non poteva conoscere, ne viene adombrata un’altra.

La capacità -cioè- del ‘corpo spirituale’ dell’Assunta in quello che chiamiamo ‘Cielo’ e che è, sicuramente, una ‘dimensione altra’, di assumere le apparenze che meglio possano aggradarLe o sembrarLe opportune.

Altro che ‘abbassamento’!

Si esprime così un potentissimo et-et in cui convivono prossimità e gloria, piccolezza e potenza soprannaturale.

Il che ci conduce al secondo punto: l’idea del discepolato che escluderebbe il ruolo di Corredentrice, secondo il consueto schema bergoglievole ‘dell’uno pare escludere l’altro’.

Dove sta scritto?

Cosa contrappone -in un’ottica cristiana, anzi, oserei dire, persino cristiano-pauperistica’- l’idea dell’essere discepoli fino alla kenosis al ‘protagonismo’ nell’immane compito della Redenzione? Non è forse questo ‘protagonismo’ quello dell’umiltà? Non è questo ‘svuotarsi’ il primo passo per ‘riempirsi’ e, quindi, agire in comunione anche nell’opera della Redenzione?

Specie per Colei che, UNICA, condivide con il Redentore persino la carne, intesa fino al suo intimo nella struttura stessa del genoma?

Non è grande, anzi grandiosa, questa piccolezza?

* * * *

Infine un’ultima rilfessione.

Nella vulgata cattolico-progressitico-pauperistica -e specie nel suo ossessivo invitarci alla povertà materiale- sembra potersi davvero individuare una sorta di invito ad un ‘percorso iniziatico’ e, quindi, di gnosi ‘spuria’.

Ad un protagonismo umano, insomma, che -al posto delle consuete grandezze spirituali, umane, intellettuali, di potere e saggezza e tensione verso l’alto- propugna il ‘volo basso’, passettini, rinunce e straccionaggio, specie esteriori.

Il punto, come ho detto, rimane lo stesso: anche la più suprema delle potenze umane, la più altra a fine saggezza possono essere umili, nella misura in cui si lasciano ‘riempire’. Perchè rispetto a Colui che viene, nulla potrà mai essere più grande o bello.

Chi, invece, è troppo pieno di una ‘povertà’ esibita, fine a sè stessa o -peggio- insegnata come percorso per accedere -ma DA SOLI- al Cielo, non può essere riempito.

Perchè nulla si può mettere dentro un sacco se esso contiene stracci o è colmo di gioielli.

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