napoleone a woodstock

Due giorni fa ricorrevano due curiosi anniversari: i 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte e i 50 di Woodstock, il concerto-simbolo della ‘rivoluzione dei fiori-dentro-i cannoni’, il cui perno fu la rivoluzione sessuale.

Il Corso fu il figlio prediletto, il più coerente, della Rivoluzione Francese, colui che se ne fece incessante missionario, a prezzo del sangue (altrui, come accade sempre, dal Terrore in poi).

Così come coerente fu la svolta totalitaria, quell’impero che -a dispetto dei sospiri ‘democratici’- fu il culmine del recupero secolare -in funzione anticristiana- delle vestigia classiche che la ‘Ragione’ voleva ‘scrostare’ dalla ‘superstizione papista’.

La ‘guerra che si alimenta con la guerra’, la prima leva di massa, la mobilitazione totalitaria: Napoleone mise tutto questo a servizio dei lumi, del trionfo rivoluzionario.

Eppure, alla fine, gli echi del Mistero dovettero portarlo, in punto di morte, a farsi vivi se è vero che -alla sorpresa dei suoi per il prete che fece capolino su sua richiesta, per un’adeguata e sacramentale preparazione- rispose che ‘solo gli sciocchi possono osare di sfidarlo’.

L’altro anniversario viene ‘celebrato’ da Rolling Stone (avamposto di battaglie ormai anche troppo esplicite), con la copertina qui sotto.

Azzeccatissima: agli albori di quell’altra ‘rivoluzione’, l’uomo si presentava davvero ‘nudo’, dopo aver provato ogni propria soprastruttura possibile. La nudità è l’ultima sfida di una Adamo che non intende più ‘nascondersi’, poichè non c’è, nè all’orizzonte nè altrove, un Dio da cui farlo.

E anche se vi fosse, esso va sfidato nell’esibizione, esprimendo una ‘libertà’ totalizzata e totalizzante.

Al di la della -inquietante- immagine di un baffuto signore nudo dietro un bambino, la foto davvero rappresenta la sfida dell’ostentazione all’innocenza.

Woodstock fu anche protesta contro il consolidamento di un mondo in guerra e pronto ad autodistruggersi con l’arma nucleare. Ma i suoi ‘missionari’, quelli della rivoluzione sessuale, non fecero meno morti delle campagne napoleoniche: i milioni di bambini abortiti, non a caso innocenti ‘sfidati’ da questo nuovo neo totalitarismo, che sfida l’innocenza e Dio facendo finta che non esistano.

O considerando tutto ‘innocente’, il che è lo stesso.

Non a caso, davanti alla morte, l’uomo contemporaneo non si pone neanche il problema bonapartesco di ‘sfidare il Mistero’: l’uomo moderno agogna di morire nel sonno, magari continuando a sognare.

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