Un accenno di Mario Arturo Iannaccone nel suo pregevolissimo video-intervista sull’influenza dell’immaginario televisivo e cinematografico -vedi 1° commento- mi ha colpito.
Per Mario la figura di Batman si sarebbe man mano ‘trasfigurata verso l’oscurità’ e anche la trilogia del Cavaliere Oscuro ne sarebbe un esempio. Ma l’accenno più preciso sarebbe quello, corredato da immagini, alla presenza di ‘ali infuocate’.
Ovviamente, so dove esse si possono vedere: dopo l’uscita dal pozzo di Lazaro, la prigione di Bane in cui il villain lo aveva lasciato mezzo morto e con la schiena spezzata, Bruce Wayne torna a Gotham. lì riappare Batman per salvare Gordon dalla morte certa nel lago ghiacciato. A Gordon, l’Uomo pipistrello chiede di accendere un a fiaccola, il cui fuoco illumina il bat-simbolo sulla sommità di uno dei ponti di Gotham. Le ali infuocate, appunto…
Le ali infuocate sono simbolo del drago: probabile che Mario alluda a questo.
Ma sono anche il simbolo della Fenice: che risorge e rinasce dalle sue ceneri. E qui Nolan si dimostra il maestro nel ricavare evocazioni potenti dalla simbologia di sempre che Tenet ha, in qualche modo, saputo farci scoprire.
Ma, come sempre, Nolan mantiene il suo profilo ‘nascosto’, non troppo rivelatorio.
La fenice è simbolo universale: presente in larghissima parte delle culture. Ma se quella occidentale, quella di Nolan, come credo sia indiscutibile, è il risultato della profonda compenetrazione fra cultura classica-romana e giudeo cristianesimo, la faccenda si fa più interessante.
Nelle leggende ebraiche, la Fenice viene chiamata Khôl (עוף החול) o Milcham. Eva, gelosa dell’immortalità delle altre creature del Giardino dell’Eden convinse tutti gli animali a mangiare a loro volta il frutto proibito, affinché seguissero la sua stessa sorte. Tutti cedettero, tranne la Fenice che Dio facendola vivere in pace per 1000 anni. Alla fine di ogni periodo di 1000 anni, l’uccello bruciava e risorgeva da un uovo che veniva trovato nelle sue ceneri.
Dal lato ‘classico’ La fonte principale è Ovidio: il letto da cui la fenice -nelle Metamorfosi- rinasce è di nardo e… mirra.
Sì, proprio il dono ‘amaro’ recato dai magi al Cristo appena nato; anzi, il dono più ‘cristologico’ perchè allude all’unzione messianica che è anche -in Gesù- l’unzione del corpo dopo la sua morte.
Per alcuni Padri della Chiesa, la fenice simoleggia la Resurrezione del Figlio… Non così Dante, che nel Canto XXIV dell’Inferno in quella della fenice riproduce la metamorfosi dei ladri…
Beh… il Batman ‘rinato’ di The Dark Knght Rises proprio da un sepolcro e da un’unzione di sofferenza proviene…
Ma questo Nolan non ce lo dirà mai, lo sappiamo.


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