… oggi, 20 settembre del 2018, ci ricordano quei ‘monelli’ di Radio Spada, cade il centenario delle cosiddette ‘prime stimmate’ di Padre Pio da Pietrelcina, colui che il secolo conosceva come Francesco Forgione.
Cent’anni dopo, poche cose che sanno di ‘vecchia Chiesa’, che ‘odorano’ di Medio Evo, ma proprio di quello ‘basso, basso’, vissuto a contatto con la terra, il fango e gli animali da case-stalla; poche cose di quella Chiesa lì -quella di sempre e del ‘sempre’ come tempo a cui rifarsi, senza tutte questa chiacchere sul prima, il post….- poche cose si sono salvate, come la devozione verso quest’uomo, che scandalizza, ripugna da decenni ai sapienti del mondo.
Eppure quell’essere che lottò con i demoni e ne ricevette grandi mazzate, che si bilocava a centinaia di chilometri di distanza, preceduto da un segno pure questo molto terreno e sensibile (il profumo, pensa un po’, magari feromonico…), questo essere ha infiammato ed infiamma una devozione che attraversa decenni e classi sociali, commuove ancora, ugualmente ignoranti e sapienti.
Scandalo nello scandalo, quel tipo lì, si è beccato pure le stimmate che tanto fecero ‘impazzire’ Agostino Gemelli, la sua ‘ragione’, la sua ‘scienza’…
Hanno provato a smontarle in tutti modi perchè, diciamolo, sono ‘inaccettabili’ per anche per il declivio del cattolicesimo che ributta sempre più la carne, fino all’estremo di anestetizzare la gestualità liturgica ed, in particolare, il muoversi dei muscoli all’atto dell’inginocchiarsi, per prendere atto, fisicamente, della Presenza reale.
Ributta, un ‘dono’ come questo che è offesa massima ai nostri sforzi, anche oggettivamente supremi, belli, profondi, di elevarci verso Dio: lo ottiene un buzzurro conventuale, un sempliciotto rinchiusosi nel Sannio, autosepoltosi dal mondo. ed è dono davvero del Dio cristiano: proiezioni mano su mano di due Dolori lancinanti del Figlio, di chiodi piantati sui palmi che ‘scivolano’ lubrificati dal sangue.
‘Troppo’, vero? ‘Troppo’, certo! In ogni senso possibile.
Eppure quelli sono i segni del potere di un Dio incarnato e, per questo, già scandaloso.
Ogni carne che si muove a seguirLo, costruendo Chiese e ospedali, attraversando terre per soffiare saliva tra le parole che parlano di Lui: ogni carne umana, elevata alla dignità delle stimmate, è ‘potere temporale’.
Occupando i cuori degli uomini, Dio ‘occupa’ ogni spazio ed ogni tempo.
E regna.


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