quel giorno…

Quel giorno in cui in cui la libertà, l’eguaglianza e la fratellanza si sollevarono sopra gli altri ideali dell’umano, e vennero portate in alto da un unico grido… proprio quel giorno iniziarono a dividersi.

Da quel giorno, esse iniziarono a reclamare -come i veri idoli- sangue per i loro altari.

Portate fuori dal cuore dell’uomo, fuori dal sangue che vi scorre e dalla carne dentro cui scorre, li hanno pretesi tutti per loro.

E non avrebbero mai potuto, alla fine, condividerli fra di loro.

La libertà schiacciò l’uguaglianza per qualche tempo; e lo stesso fece l’uguaglianza con la libertà; la fraternità si rivelò utile strumento per chi prevalse di volta in volta fino a quando, è storia di oggi, capì che poteva anch’essa riuscire sottomettere una buona volta le sue ‘sorelle’.

Per farlo, ha iniziato a servirsi dell’ ‘amore’, del sogno di un mondo unito, indiviso in cui ‘uguaglianza’ fosse sinonimo di cancellazione di ogni diversità e in cui ‘libertà’ potesse declinarsi come accesso illimitato ad ogni desiderio.

Tutti ‘fratelli’, in quanto ‘liberi’ ed ‘eguali’. Tutti ‘liberi’ (o ‘uguali’) in quanto ‘fratelli’.

Per farlo hanno abolito l’idea del limite: ognuno è dio con una somma ‘libertà’; e se ognuno è dio, tutti siamo perfettamente uguali; e, se ognuno è dio, forse forse, ci conviene essere ‘fratelli’…

Anche la fratellanza, così fatta, reclama e sempre reclamerà il sangue; reclama e sempre reclamerà la nostra anima.

Ma, in più, ora, sembra volere l’essere, con la scusa di ‘elevarlo’ alla divinità senza limiti, per stravolgerne la dignità.

In fondo, un afflato universale -davvero libero e uguale- non può escludere il resto del creato. E, a un dio, non è certo precluso di unirsi ad un animale, ad un albero, ad un oggetto….

Un dio, ingiudicabile dai suoi ‘fratelli’, sopra il quale non v’è nulla, men che meno un Padre, può anche ‘abbassarsi’. E’ anzi, più egli si ‘abbasserà’, più esprimerà l’afflato del suo concedersi ‘libero’ ed ‘eguale’ ad ogni creatura.

Così l’ultima caricatura sarà stata tratteggiata, composta e colorata con ogni possibile sfumatura.

Così, con la perdita di ogni forma -essenza stessa dell’odiato limite- tutto e tutti saranno puro spirito per il quale la carne sarà irrilevante.

Tuttoe tutti saranno purezza di spiriti fluttuanti in balia della loro libertà, uguali e fratelli.

Spiriti per i quali basterà un soffio, per spazzarli via….

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