Ashkelon

Perché Gaza sarà abbandonata
e Ascalon ridotta a una desolazione;
Asdod sarà cacciata in pieno mezzogiorno
ed Ecron sarà sradicata.

Così Sofonia 2,4-15 e il suo terribile ‘Giudizio contro le nazioni’ secondo la ‘nuova riveduta’.

Ma anche, sconcertantemente, Geremia 47:5 ed Ezechiele 25:15-17, con l’indicazione delle stesse Città della Pentapoli Filistea e Amos 1:6-8, in modo più generico.

E, anche se sappiamo che la sovrapposizione dei profeti è sintomo di un’unica tessitura, è impressionante che questo ‘giudizio’ venga rimarcato in ben quattro fra i profeti maggiori.

Ancor più impressionante se pensiamo che quei ‘luoghi di un lontanissimo ieri’ sono i ‘luoghi di questo nostro oggi’, luoghi dove torna a compiersi una storia carica di significati e di significati costruiti, saldati e cementificati dalla storia.

אַשְׁקְלוֹן‎?, Ashkelon, infatti, è il ‘posto’ del 7 ottobre, un altro tassello del mosaico metastorico, a partire dal quale tornano ad essere costruiti significati e sensi in grado di fare da motore agli eventi: non a caso, oggi, la Comunità Ebraica si è chiamata a raccolta i grandi nomi della politica italica, premier in testa, per l’avvio di una qualche ‘memoria’.

Su questo bisognerà tornarci.

Per ora, valgano queste righe.

A mia figlia e alle sue proteste per quanto accade da quelle parti, ho detto e sempre dirò una cosa: attenzione, prudenza e cervello nel giudicare o solo pensare a quanto vi succede. Serve -prima di ogni cosa- studiare; dopo, cercare di capire; e, ancora, meditare e, probabilmente, durante tutte queste attività, pregare.

Non sono posti ‘normali’ ma posti nei quali, a combattere, non solo gli uomini, ma gli spiriti oltre agli angeli.

Ad Ashkelon, l’ultimo attacco ‘filisteo’, ha dato il via all’escalation definitiva?

Davvero ritorna il luogo dove Sansone -ancora!- li avrebbe fatti ‘morire tutti’ spostando le loro colonne?

Una cosa è chiara, dalle immagini di questi giorni: Gaza è davvero ‘abbandonata’ e Ashkelon, luogo dell’eccidio del 7 ottobre e dei rapimenti, è terra ‘desolata’ di madri e figli in angoscia per i loro congiunti.

*     *     *     *

La densità metafisica di quei posti non poteva lasciare indifferente la storia cristiana: vi si svolgono ripetuti scontri nelle Crociate. Scontri distruttivi.

Ad Ashkelon sparisce una basilica delle già sede vescovile: Santa Maria in Viridis (‘nel verde’ ovvero ‘su una ninfea’) che sorgeva su una fonte, già presidiata dai Romani.

La fede colloca, sugli echi pagani, un richiamo a Maria ed alla sua signoria.

L’archeologia riporta in vita il substrato inferiore, precedente alla chiesa, e… quattro colonne: il mito ritorna. Oggi è tutto secco: un ‘deserto’, come traduce la versione della C.E.I. …

Ma un altro fiume -invisibile- scorre: quello del perdono e del Rosario.

Quello di un 7 ottobre davvero ‘alternativo’, anche alle guerre eterne e cosmiche, che -da sempre- si combattono ad Ashkelon.

Il fiume di cui ogni giorno dobbiamo fare ‘memoria’.

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