Ho, fra le miriadi, un difetto: mi ‘dispero’.
Cioè, sul momento, ‘me ne prendo’ per ciò che leggo, ascolto o vedo, cosicché -alla lunga- si stratifica una forma di sconforto, di cinismo, di freddezza che è quasi un’arma di autodifesa.
Così è accaduto -e continuerà ad accadere- per questa specie di sabba mediatico (e non solo mediatico) che, senza soluzione di continuità, è in corso dal 21 di aprile.
Si legge di tutto e tutto un po’ accade: niente che non sia già accaduto prima che i fari perenni si accendessero sulla realtà anche per farcela apparire come non è; e qualcosa di nuovo, a comunicare per questo spasmodico e delirante interesse per l’elezione del nuovo Pontefice che potrebbe essere il cascame del totale travisamento del Papato a cui, non poco, ha contribuito -anche se non da solo- il modo con cui l’ha interpretato l’uscente.
Appare in tutta la sua evidenza (e se non appare è risaputo) lo scatenarsi delle potenze di questo mondo: e questo ‘apparire’, pur seminando paura e sconforto, non è detto che non sia ‘provvidenziale’.
Poteri che brigano, altri che ‘taggano’, altri che si affannano, altri che stendono ‘ombre’ o puntano ‘fari’…
Un sabba, appunto, un formicolio senza spartito o coreografia, una visione dell’informità che si agita attorno alla Cattedra, che pare avvolgerla, avvilupparla, come in un rito sciamanico.
Sì, è un segno anche questo dell’importanza della ‘partita’.
Un sabba (e chissà quali innominabili ed immondi altri, altrove) a cui la secolare ed immutata consuetudine della Chiesa Cattolica oppone ancora oggi gli strumenti di sempre: la preghiera e la Messa.
Perché tutto è ‘azzerato’ dal Padrone della messe.
Che guida con mano fermissima il corso della storia e le vite di tutti, possedendone la chiave senza la quale tutto appare senza senso.
La scelta di iniziare, per esempio, oggi -giorno san Giuseppe patrono della Chiesa universale, proclamata l’8 dicembre del 1870, per volontà del beato Pio IX- il Conclave ci conforta: un’altra ‘mano paterna’ idealmente si posa sui capi dei Cardinali e ben potrà ispirarli.
Non sarà quindi, solo ‘questione di Spirito Santo’: ma neanche solo di arditi giochi di potere, di influenze o ‘partiti’ ecclesiali.
E la Provvidenza, i cui benefici e il cui agire sempre si sono manifestati, anche nelle peggiori contingenze, saprà intervenire, come è sempre stato e sarà.
“Fuori tutti e tutto”, dunque.
E voglia Iddio darci qualcuno che ami Cristo ‘più di tutti costoro’.
(post su Facebook del 7 maggio 2025)


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